Vademecum per l’orale#
La discussione del progetto rappresenta un momento cruciale del processo di valutazione in cui lo studente ha l’opportunità di dimostrare la propria preparazione e la padronanza della disciplina trattata dall’insegnamento. Per affrontarlo al meglio, è utile chiarirne: il proposito, le modalità di svolgimento e quali comportamenti è preferibile evitare.
Il proposito dell’esame#
Gli esami universitari non hanno lo scopo di giudicare la persona, la sua intelligenza o l’impegno dedicato allo studio. Non è una valutazione del tempo impiegato per apprendere, né delle difficoltà incontrate lungo il percorso. L’unico obiettivo della prova è verificare il livello di preparazione culturale e tecnica raggiunto al momento dell’esame.
Ogni studente ha un percorso di apprendimento diverso: alcuni hanno avuto più tempo per studiare, altri hanno dovuto conciliare lo studio con il lavoro, alcuni provengono da formazioni scolastiche più affini alla programmazione, altri hanno affrontato una curva di apprendimento più ripida. Tuttavia, ai fini della valutazione, questi aspetti non sono rilevanti: ciò che conta è esclusivamente il livello di competenza acquisito al momento dell’esame.
Struttura della discussione#
La discussione del progetto si articola in due fasi principali che si svolgono nella sequenza in cui sono presentate nel caso della prima presentazione del progetto.
Qualora lo studente avesse già presentato il progetto e ricevuto un respingimento, o rifiutato il voto, la seconda fase (circa le domande sulla parte teorica) potrebbe precedere la prima al fine di evitare una revisione qualora la conoscenza dei fondamenti teorici fosse rimasta insufficiente.
Analisi del progetto#
La discussione inizia con un’accurata revisione da parte del docente della documentazione e del codice presentati. Durante questa fase, il materiale consegnato viene accuratamente analizzato, con particolare attenzione alla qualità della progettazione e quindi all’implementazione.
Nel corso della revisione, il docente può porre allo studente domande su:
le scelte progettuali e implementative adottate,
l’uso di specifiche caratteristiche del linguaggio in relazione agli obiettivi progettuali,
il modo in cui la soluzione proposta risponde ai requisiti della traccia.
In questa fase è essenziale che lo studente dimostri di padroneggiare il proprio lavoro. Essere in grado di spiegare le scelte fatte, prevedere il comportamento della soluzione in scenari differenti e implementare semplici modifiche richieste dal docente è fondamentale. L’incapacità di discutere il proprio elaborato potrebbe sollevare dubbi sull’effettiva autonomia con cui è stato realizzato e compromettere l’esito dell’esame.
A seguito di questa prima fase, l’esame può concludersi o proseguire con ulteriori verifiche, a seconda del livello di preparazione dimostrato.
Approfondimento della preparazione#
La discussione può svilupparsi nelle seguenti direzioni:
Termine anticipato con respingimento: se la soluzione proposta presenta gravi criticità, o se lo studente non è in grado di sostenere la discussione sul proprio lavoro, l’esame si conclude con un respingimento.
Prosecuzione con domande sulla parte teorica: se la prima fase viene superata in modo non del tutto soddisfacente, il docente pone delle domande si fondamenti teorici trattati nell’insegnamento e nel materiale didattico, non necessariamente legati al progetto. A seconda dell’esito di questa fase, l’esame può concludersi con un respingimento o con la proposta di un voto.
Offerta di approfondimento della discussione: se dopo la prima fase il docente ritiene che l’elaborato non rifletta a pieno la preparazione dello studente, dopo aver proposto un voto preliminare, offre allo studente la facoltà di sottoporsi a domande (della natura di quelle di cui al punto precedente) con l’auspicio di migliorare il voto proposto. Se lo studente accetta, ma ha problemi ad affrontare la prima domanda che gli viene posta, in genere il docente conferma il voto proposto inizialmente; se ciò nonostante lo studente chiede di procedere con la discussione, il voto al termine della discussione potrebbe diventare inferiore a quello iniziale (fino ad arrivare al respingimento).
L’atteggiamento giusto#
Nella realizzazione del progetto e durante la successiva discussione, il modo in cui si affrontano le indicazioni e le critiche del docente farà la differenza. Alcuni atteggiamenti, pur mossi dalle migliori intenzioni, rischiano di compromettere l’esito della prova più di quanto si possa immaginare.
Predisponendo la soluzione#
Seguire i suggerimenti della traccia: se la traccia evidenzia un punto critico e suggerisce una possibile soluzione, ignorare quanto illustrato non è mai una buona strategia. Scegliere una strada alternativa implica che si ritenga la propria soluzione superiore, il che comporta si sia in grado di difenderla con argomentazioni molto solide.
Rasoio di Occam: nel progettare e implementare la soluzione, è sempre preferibile adottare la più semplice ed essenziale tra quelle che soddisfino i requisiti della traccia. Un’architettura chiara, con il minor numero possibile di componenti (e righe di documentazione codice), è generalmente la scelta migliore. Più complessa è la soluzione, più aumentano le probabilità di commettere errori o di rivelare lacune nella preparazione.
L’esame non è il contesto per cercare di stupire il docente con soluzioni artificialmente originali, o elaborate, con estensioni non richieste, design pattern sofisticati, o implementazioni inutilmente complesse (ad esempio, reimplementando funzionalità già presenti nelle API).
Alcuni studenti giustificano queste scelte con argomentazioni del tipo: “mi diverto a programmare”, o “non mi spaventa scrivere centinaia di righe di codice”. A prescindere dal fatto che tali motivazioni sono del tutto irrilevanti (se non controproducenti) ai fini della valutazione, lo studente dovrebbe considerare che l’esperienza del docente è tale per cui è estremamente improbabile che venga impressionato dalla quantità o complessità di materiale prodotto da un esaminando.
Inoltre, sottoporre il docente a un carico eccessivo di lavoro per analizzare materiale superfluo è una mancanza di rispetto sia nei confronti del tempo di chi deve valutare centinaia di elaborati che dei colleghi studenti che subiranno un rallentamento nel processo di valutazione.
Durante la discussione#
Durante la discussione è di fondamentale importanza:
Tenere traccia delle criticità evidenziate: prendere nota (meglio se per iscritto) delle osservazioni del docente, eventualmente chiedendo spiegazioni se non sono completamente chiare, è fondamentale: una revisione o nuova soluzione che presenti le medesime criticità già sottolineate dal docente in una precedente discussione è estremamente verosimile che conduca molto rapidamente a un respingimento.
Viceversa, è in genere preferibile evitare di:
Giustificare gli errori: se il docente individua una criticità, tentare di giustificarla è raramente una buona idea. Una spiegazione non renderà corretta una scelta sbagliata; senza giustificazione, l’errore può essere interpretato come una svista, cercando di difenderlo, si corre viceversa il rischio di dimostrare una incompetenza assai più ampia.
Appellarsi a versioni differenti: sostenere che una versione differente, magari precedente, del progetto fosse corretta è indimostrabile e affatto non convincente. Suggerisce al contrario che, di fronte a una soluzione giusta, si sia preferito adottarne una errata, rivelando scarsa consapevolezza delle proprie scelte progettuali.
Scusarsi per gli errori: gli errori non rappresentano una colpa morale, non c’è nulla di cui scusarsi! Espressioni come “mi scusi” o “mi dispiace” sono fuori luogo e possono suonare come piaggeria.
Chiedere al docente copia delle sue annotazioni: sebbene il docente tenga spesso traccia delle osservazioni che rivolge allo studente (con un linguaggio estremamente sintetico e gergale, a fini archiviali) tale documento non ha valore didattico. Non ha alcun senso chiederne copia, così come aspettarsi che il docente lo traduca in un documento dettagliato e didatticamente significativo: è compito dello studente prende appunti, nel modo e con il livello che ritiene più utile!
Chiedere quali modifiche renderanno la prova sufficiente: per prima cosa, l’esame è il momento in cui lo studente viene valutato, non quello in cui può approfondire la sua conoscenza: per farlo esistono i ricevimenti! Inoltre, a fronte di un giudizio complessivamente negativo la domanda “ma quindi basta che cambi…?” è segno che si ritiene di poter superare l’esame sulla base di semplici “ricette”, senza rimettere mano in modo serio allo studio, cosa che in genere non è affatto possibile.